Oggi di 17 anni fa affrontavo 17 ore di intervento lottando tra la vita e la morte.

A mio padre avevano detto che avevo solo il 25% di possibilità di farcela, cosa che io non sapevo e proprio in quelle ore stavo entrando in coma epatico.

Ero profondamente pentita di ciò che avevo fatto e prima di entrare in coma dissi a mia madre che avrei voluto poter tornare indietro…

Da li a poco ho ribaltato gli occhi, portarono via mia madre dalla terapia intensiva e successivamente iniziò il calvario in sala operatoria.

Da quel giorno è cominciata la mia nuova vita, una vita non semplice ma sicuramente vissuta appieno; ho imparato ad assaporare anche le più piccole sfumature, apprezzando la vita in tutte le sue sfaccettature.

Quando senti la vita sfuggirti di mano capisci realmente quanto essa sia importante…

Riflettevo sul fatto che oggi, a 34 anni, ho vissuto esattamente metà della mia vita da “ragazza normale” e l’altra metà da “paziente”. Una vita, quella da paziente, che è la vita che ormai mi appartiene alla quale sono abituata.

Una vita fatta di controlli, di alti e bassi e di medicinali, ma anche di serate con gli amici, di camminate terapeutiche, di coccole con i miei cani, di buon cibo, di chiacchierate meravigliose e non solo col mio fidanzato…insomma di vita!

Chi l’avrebbe mai detto?

Ebbene sì, sono passati 17 anni… 17 anni dove ho imparato ad essere una guerriera.

Oggi con questa consapevolezza mi accingo a combattere a spada tratta perchè se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è quella di non arrendermi mai.