Ciao Giorgia,non so se ti ricordi,ma oggi alla fine della conferenza sono venuta da te e ti ho raccontato,fra le lacrime, di mio cugino che è entrato a San Patrignano. Mi dispiace di non aver parlato molto, ma come avrai notato le lacrime me lo impedivano, forse perchè dopo sette mesi che ciò è accaduto, oggi è stata la prima volta che ho davvero accettato, realizzato ma soprattutto pianto per ciò che è accaduto, quindi perdonami, ma l’emozione era davvero intensa. Quel che ti volevo dire era questo: mio cugino si chiama I., aveva cominciato a fare uso di droghe già da giovane, ed in breve, quest’estate si è ritrovato senza più soldi e difronte ad un bivio: scegliere di farsi aiutare o continuare. Se avesse scelto di continuare, al minimo errore nel dosaggio (eroina in vena) sarebbe morto. Sono venuta a sapere di tutto questo solo la sera prima che lui entrasse in comunità ed ho solo avuto il tempo di abbracciarlo e dirgli ‘mi raccomando, sii forte. Per questo ti volevo ringraziare per quello che fai, per tentare, non invano, di avvertire quelli che ai miei oggi sono tanti ‘I.” difronte a quel bivio. Ripeto che da quando l’ho saputo non ho mai preso un momento per me, per piangere, riflettere, per smaltire quel dolore che oggi è scoppiato senza preavviso. Quindi grazie ancora, sappi che le tue parole e quelle di tuo padre rimmarranno sempre in me, ed oggi mi hai insegnato la bellezza della vita e che devo aver ‘cura di splendere’.