Cosa faccio

Giorgia ha avuto una seconda opportunità ed ha deciso di trasformare la sua esperienza in una lezione di vita. Oggi viaggia in tutta Italia per parlare con i ragazzi nelle scuole e far comprendere loro i rischi legati all’assunzione delle droghe.

Per maggior informazioni sul programma degli incontri organizzati da Giorgia, consulta il programma sottostante e contattala compilando il form dedicato.

PROGRAMMA INCONTRO PREVENZIONE GIOVANILE CONTRO LE SOSTANZE STUPEFACENTI

L’incontro dura un paio di ore e si suddivide principalmente in due parti:
Nella prima, Giorgia parleràà di se della sua scelta sbagliata della sua esperienza e di tutto ciò che ne ha portato, riprendendo parte di ciò che c’è scritto nel suo libro e arricchendo con tutte le esperienze fatte in questi anni di incontri con ragazzi problematici, con ex tossicodipendenti con educatori del settore con tossicologi etc…

La seconda parte dell’incontro si può direzionare in modi diversi, l’importante è che in questa seconda parte i protagonisti siano i ragazzi, che con uno scambio diretto, (tramite domanda e risposta) creino un incontro il più informale possibile dove l’adolescente è parte attiva del dibattito (Giorgia ha riscontrato che sia il metodo migliore per far interiorizzare al meglio il messaggio e la giornata stessa).

I ragazzi così potranno togliersi tutti i dubbi ed evitare che si creino i cosiddetti “falsi miti”.
Questo tipo di approccio porterà i ragazzi ad aprirsi e a confrontarsi.

Questa esperienza farà si che elaborino tutte le informazioni ricevute interiorizzandole e diventando così consapevoli, cosicché sapranno fare la scelta più corretta quando la droga gli si presenterà difronte.

Il modo migliore per realizzare al meglio questa seconda parte sarebbe preparare i ragazzi all’incontro facendogli leggere il libro, magari in classe, così che il giorno dell’incontro arrivino preparati e incuriositi con già delle domande in testa, ancora meglio è quando vengono preparate delle domande in forma anonima su bigliettini di carta che poi Giorgia leggerà e userà per rompere l’imbarazzo iniziale dei ragazzi.

A volte ove c’è la possibilità di proiettarli mostriamo immagini di uno studio (fatto da uno sceriffo americano) che mostra lo sconvolgente cambiamento fisico a cui porta l’abuso di sostanze.

C’è anche la possibilità di organizzare incontri serali aperti alla comunità perché negli anni Giorgia si è resa conto che i genitori hanno la necessità di essere informati quanto i ragazzi se non di più, perché purtroppo i genitori devono mettere da parte il pensiero che il drogato e’ sempre il figlio degli altri e mai il proprio, ormai è una realtà che può coinvolgere chiunque e quindi è importante non rimanga un argomento tabù, anche in questo caso l’informazione rimane l’arma migliore…

Inoltre si affrontano tematiche come i comportamenti a rischio negli adolescenti, i fattori di protezione, le relazioni famigliari e non meno importanti le life skills, come svilupparle fin dall’infanzia e promuoverle nell’adolescenza…

Anche in questo caso è fondamentale che i genitori siano protagonisti attivi e come tali si mettano in discussione facendo domande e perché no, raccontando le proprie esperienze e le proprie paure…

Inoltre si possono organizzare incontri rivolti ad educatori, insegnanti e formatori del settore, dove verranno affrontate tematiche quali, i comportamenti devianti in adolescenza, le funzioni del comportamento deviante, i fattori di protezione, le variabili chiave in adolescenza (il conflitto, la coesione e l’adattabilità, la comunicazione, il controllo e lo stile genitoriale), le strutture di rete e il sostegno sociale, il potenziamento delle risorse individuali e del contesto.

Spiegherà poi come accompagnare i giovani verso l’adultità, quando diventa per i genitori troppo difficile capire i propri ragazzi, perché l’adolescenza, rappresenta una fase in cui il desiderio di autonomia e libertà diventa particolarmente incalzante, è necessario che l’educatore e l’insegnante siano presenti e diventino una guida, un punto di riferimento fondamentale per il ragazzo.

Ci sarà dunque la necessità di parlare dell’importanza del dialogo, della fiducia, della coerenza , degli esempi quotidiani e della capacità di aiutare gli adolescenti a crescere “crescendo insieme a loro”.

Parlerà dei comportamenti a rischio in adolescenza che sono fondamentali per la costruzione dell’identità stessa dei ragazzi e spiegherà come ricercando fattori di protezione si possano mettere in atto comportamenti funzionalmente equivalenti che non siano però pericolosi e distruttivi per l’adolescente stesso.