Da il Corriere della Sera:
Caro Aldo,
come si previene l’abuso di sostanze stupefacenti in Italia? Quando potrà essere la volta buona anche per una risposta efficace a questo flagello? Le premesse, purtroppo, non sono le migliori. L’ex presidente del Consiglio Renzi decise di mantenere le deleghe sulle tossicodipendenze, affidando nel 2014 il Dipartimento per le politiche antidroga al «coordinamento» di una dirigente ministeriale. La sesta Conferenza nazionale sulla droga, che avrebbe dovuto tenersi già nel 2012 (come previsto ex art. 1, comma 15 del D.P.R. 309/90), non è stata ancora convocata (e nemmeno pensata) e L’ULTIMA CONFERENZA SUL TEMA È STATA QUELLA DI TRIESTE DEL 2009.
L’ULTIMS CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PREVENTIVA DEL DIPARTIMENTO È DATATA 2011. Purtroppo l’ultimo morto di overdose è di pochi giorni fa e il tema droga è fuori dai programmi elettorali di ogni partito politico. La prevenzione all’uso non può essere lasciata alla libera iniziativa dei privati. Non sarebbe arrivato il momento di concentrarsi meglio e pensare a questo flagello? Lo dobbiamo ai nostri figli.
Andrea Zirilli

Caro Andrea,
Ricordo bene il giorno in cui, praticante alle Cronache italiane della Stampa (sono passati trent’anni), ricevetti la disposizione di non passare più le «brevi» sui morti per overdose: erano troppi, e non facevano più notizia. SULLA DROGA È CALATA UNA CORTINA DI SILENZIO. Lo Stato da sempre delega alle comunità di recupero, a volte gestite da personaggi senza scrupoli. La tragica morte di Pamela a Macerata ha riacceso l’interesse di un’opinione pubblica distratta. Ogni tanto qualcuno si alza a proporre di depenalizzare le droghe considerate leggere, ben sapendo che non sarà preso sul serio.
DEL RESTO I PAESI CHE HANNO SPERIMENTATO ZONE DI DROGA LIBERA NON HANNO COLTO GRANDI RISULTATI, SE NON CREARE AREE DI DEGRADO MORALE COME IL PARCO DI ZURIGO su cui scrisse uno splendido reportage Francesco Cevasco (non a caso alcuni stanno facendo marcia indietro, e persino Amsterdam ha introdotto qualche restrizione ai coffee-shop). In realtà, di tutto hanno bisogno i nostri ragazzi tranne che di spinelli liberi. È da reazionari pensare che al contrasto della droga gioverebbe di più mettere in galera i troppi spacciatori che agiscono indisturbati, ad esempio in corso Como a Milano?
Aldo Cazzullo

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