E oggi divento maggiorenne…
Una giornata che non sapevo se sarei mai riuscita a raggiungere e invece è accaduto. Sono trascorsi 18 anni da quando la mia vita è totalmente cambiata, la mia seconda vita… una vita sicuramente non semplice, una vita da paziente, fatta di alti e bassi, esami continui ma anche una vita di una ragazza normale di trent’anni, fatta di cene ed uscite con le persone più importanti della mia vita. Sicuramente vissuta con più consapevolezza, dedicata agli altri, principalmente ai ragazzi, ma anche una vita piena di amore ricevuto dalla mia famiglia, dal mio ragazzo ma anche dagli amici e da voi che mi supportate e mi state accanto…
Ho sempre pensato che se fossi arrivata a compiere diciotto anni, avrei festeggiato con una grande torta, ma per quanto mi possa sforzare proprio non ci riesco, non sento che ci debba essere nulla da celebrare.
Oggi il mio pensiero va a lei, ad Alessandra la mia donatrice ed alla sua famiglia, ma anche a me ed alla mia, a quei SE e MA che avrebbero potuto cambiarci le sorti.
Purtroppo però con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ciò che è successo non può essere cambiato, bisogna guardare avanti.
E questo fa male e fa anche paura.
Paura di non avere ancora tanto tempo, di non riuscire a fare tutte le cose che vorrei. Ho ancora tanti posti che vorrei visitare, ho ancora tanti progetti che vorrei sviluppare, ho ancora tanti sogni da realizzare, ma soprattutto ho ancora tanto amore da dare. Insomma, vorrei poter continuare a vivere ancora per tanti anni. Vorrei poter essere una trentenne come le altre, costruire la propria famiglia, progettare con spensieratezza la propria vita….. già, la spensieratezza, ormai per me quella sconosciuta… forse proprio questa è una delle cose che mi manca di più.
Il tempo per noi trapiantati è un valore che acquista ancor più significato, soprattutto perché sappiamo bene che a differenza delle persone “normali” noi non è abbiamo tantissimo.
Ebbene sì, ho cercato di lavorare anche su questo, e sono arrivata alla conclusione che non devo avere paura della morte, non ne devo essere ossessionata. Non importa quanto tempo Dio mi vorrà su questa terra, io nel frattempo CERCO di fare ogni giorno della mia vita un capolavoro, godendomi ogni singolo istante di vita che mi è stato concesso in più.
È anche vero però, che per quanto ci possa lavorare l’ansia è lì, latente, pronta ad esplodere e a farsi sentire quando vengo a sapere che un amico trapiantato non è più tra noi, quando un valore del sangue si alza o si abbassa, quando leggo le statistiche di sopravvivenza sui trapianti… Le mie gambe tremano quando la mia salute vacilla.
Ma poi mi tornano in mente le parole del mio meraviglioso papà: “Giorgia la testa fa tantissimo, pensa alle cose positive ed attirerai a te solo quelle… Non permettere alla paura di pietrificarti, non darle il potere di renderti infelice, scegli il coraggio di realizzarti come persona e di realizzare i tuoi sogni.”
Ed è allora che la mia paura la ripongo in un cassetto, felice che questa volta abbia vinto io ma con la consapevolezza nel cuore che prima o poi quel cassetto si riaprirà ed allora io e le mie paure ci ritroveremo nuovamente faccia a faccia…
Ma si sa, la vita è questa. Niente è facile, è una lotta continua per tutti, ed io sono felice di poter continuare a combattere come solo le guerriere sanno fare, cercando di essere un esempio per quei ragazzi che rischiano di arrendersi davanti ai primi ostacoli che si trovano difronte…
Quindi se avete voglia, voi che potete, brindate per noi, ai nostri 18 anni insieme, nella speranza di poter brindare e brindare ancora il più a lungo possibile!
E allora, cin cin… alla vita!!!