La tua è una storia che va raccontata, una storia che deve essere raccontata‚ queste parole sono quelle con cui Ambrogio Crespi si è presentato a me.

Io la mia storia la uso tutti i giorni; lo faccio con i ragazzi, con i loro genitori ma Ambrogio ha insistito iniziando a seguirmi con le telecamere insieme a Francesco e accompagnandomi tappa dopo tappa, parlando con i medici e con i miei amici, scavando nella mia vita e nei ricordi.

giorgia viveDa qui nasce Giorgia Vive‚, il docufilm!

Carlotta, sempre riservata, non amava questa mio modo di vivere e rivivere tutti i giorni raccontando quello che mi era successo 16 anni fa, ma in questa occasione mia sorella non ha avuto dubbi ed ha voluto addirittura partecipare al docufilm, facendolo di presenza e amore.

Quando Tiziana Rocca ha scelto il film per la sessantaduesima edizione del Taormina Film Festival, Carlotta voleva essere con me e con la mamma alla prima di “Giorgia Vive”.

Ci stavamo preparando per questo evento e voleva che a Taormina fossi io a truccarla.

Per noi, per tutta la mia famiglia il docufilm di Ambrogio non era il modo per raccontare il dolore, ma il modo con cui la mia famiglia ha saputo affrontare quella tragedia.

Ora, Carlotta non c’è più. Il primo pensiero è stato quello di non andare più al festival, mi capirete, non ne avevo le forze.

Ma in questo film c’è mia mamma, c’è mio padre e c’è Carlotta ed io dovevo quindi andare.

taormina programma giorgia benusiglioOra, il docufilm è dedicato a lei e lei sarà con noi a Taormina così come sarà con me ogni volta che questo film sarà proiettato negli incontri con i ragazzi che continuerò a fare.

La morte di Carlotta è un dolore immenso che non ha cura, abbiamo bisogno della verità non per consolazione ma per rispetto della memoria‚ anche se mi aspetto di svegliarmi di soprassalto dopo un incubo e di scoprire con sollievo che Carlotta è qui con me.