Ieri, è tornata Giorgia.
Stavolta l’abbiamo accolta come un’amica. Come una socia.
Se nel ritrovarci, ogni settimana, abbiamo una missione, non c’è nessuno che incarni quella missione meglio di Giorgia.
Per questo, nella sala in cui eravamo noi e gli amici di Montebelluna, Giorgia splendeva di una luce tutta sua.
Se fosse arrivato un alieno, e fosse atterrato in quella stanza, era lì che avrebbe guardato, verso di lei. Perché era da lì che veniva la luce.
Ci è sembrato quasi naturale nominare Giorgia socio onorario del Rotary Club.
Per quello che fa, percorrere l’Italia in lungo e in largo per parlare ai ragazzi delle scuole, tutte le mattine, ogni mattina in una scuola diversa.
Senza avere la pretesa di insegnare nulla a nessuno, pur avendo un milione di cose da insegnare. Ma solo raccontando una storia, la sua storia, e tutto quello che è venuto dopo. Quell’errore che può costare una vita.

Giorgia parla tantissimo, non c’è nulla su cui non sa dare una risposta.
Ma, soprattutto, Giorgia ascolta. Ascolta tutti, sorride a tutti, e se qualcuno non le mettesse una mano sulla spalla dicendole che è ora di andare, lei starebbe lì tutta la notte, ad ascoltare e a parlare.
Anche se il giorno dopo, la mattina presto, altre centinaia di ragazzi la aspettano.

Ma non è solo questo. Giorgia sorride. Giorgia ride.
Ride un sacco. E i suoi capelli splendono anche quando sono legati in una treccia.
Se anche non avesse nulla da dire, se anche non avesse nulla da raccontare, varrebbe comunque la pena passare del tempo con lei.
Per questo, le vogliamo bene.

Per il nostro Club non è stata una settimana facile.
Sono stati i giorni più dolorosi, da quando il Club è nato.
Perché se n’è andato un amico carissimo, una persona speciale, un ragazzo adorabile.
Stavo per scrivere “abbiamo perso un amico” ma no, non lo abbiamo perso. Le persone che hanno saputo illuminare le vite degli altri, della propria compagna, dei propri figli, dei propri amici. Se pure lo hanno fatto in modo sommesso, con un gesto gentile, o con un sorriso, o con una pacca sulla spalla, non le perdi mai veramente.
Anche se la vita, a volte, riesce ad essere dannatamente crudele.

Ecco, avere avuto con noi Giorgia, questa settimana, magari è stato un caso, o magari no.
Giorgia conosce quella crudeltà che non ha spiegazioni, sa cos’è la sofferenza, conosce l’importanza della vita. Del rimanere attaccati ad un filo anche quando quel filo ti sfugge di mano, e sembra che tu non possa fare nulla per trattenerlo.
Per questo, ogni mattina si sveglia per diventare un supereroe.
Che, come dice lei, è colui che salva una vita, anche una sola.

E quindi magari no, non è stato un caso, che una ragazza che ha tanto lottato per restare attaccata alla vita, e che lotta ogni giorno perché i ragazzi non rischino la propria, di vita, sia arrivata proprio questa settimana.

Nella motivazione alla nomina a socio onorario del Club, stava scritto
“Ognuno di noi ha dentro una luce speciale.
Per qualcuno quella luce è più viva, più brillante, o a volte solo più consapevole della propria luminosità.
Quando trovi quel qualcuno, quello che devi fare è tenertelo stretto.
Ed è quello che facciamo noi con Te: Ti teniamo stretta”.

Teniamo stretta Giorgia.
Teniamo stretta Roberta.
Teniamo stretti Giulia e Francesco.

Teniamoci stretti tutti.

AF