Augurandovi buone vacanza, vi lascio con questa mia intervista uscita oggi su Libero a cura di Alessandro Milan.

Nell’ultimo anno Giorgia Benusiglio ha incontrato 85mila tra ragazzi e genitori. In genere lo fa nelle scuole. Giorgia parla loro dell'esperienza vissuta quando a 17 anni prese una mezza pasticca di ecstasy in discoteca. Era la terza volta che lo faceva, ma la decisione di quella notte la portò qualche giorno dopo a rischiare di morire.

Un'epatite fulminante le annientò il fegato, lei fu ripresa per i capelli grazie a un trapianto. Diciassette anni dopo Giorgia ha trasformato una tragedia scampata in missione: parlare ai ragazzi per convincerli che drogarsi è sbagliato. Per questo si dice ‚arrabbiata‚ quando sente parlare di legalizzazione della marijuana, come prevede un disegno di legge in discussione alla Camera.

Lo fa con i suoi modi gentili ma perentori e con un non comune dinamismo che in questi anni l'ha portata a girare come una trottola in tutta Italia: nel frattempo si è laureata con il massimo dei voti, ha scritto un libro (Vuoi trasgredire? Non farti!‚), ne ha in progetto un secondo, è protagonista del docu-film “Giorgia vive” diretto da Ambrogio Crespi (già vincitore di un premio al TaorminaFilmFest).

La vita non le ha risparmiato altri drammi, l'ultimo in ordine di tempo appena due mesi fa: la morte della sorella Carlotta, trovata impiccata in una piazzetta di Milano, una vicenda che ha ancora elementi da chiarire.

giorgia benusiglio intervista liberoGiorgia, il tuo giudizio sulla legalizzazione è così perentorio?
Sono assolutamente contraria. Non parliamo poi della legge in discussione‚.

Non ti piace?
È scritta con i piedi. Incentiva a drogarsi, crea nuovi spacciatori, aumenta la criminalità, genera sovraccosti alla sanità a carico dei contribuenti. Una legge che fa acqua da tutte le parti‚.

Perchè una tale stroncatura?
Io parlo con i ragazzi: se rendiamo legale la marijuana, vai poi a spiegare loro che una canna è legale mentre una pasticca colorata no‚.

I ragazzi parlano di questa legge?
Certo. Loro stessi dicono che ci sono molti modi per aggirarla‚.

Quali?
Vogliono rendere legale la cannabis per i maggiorenni. Non tengono conto che a fare uso di cannabinoidi oggi sono anche gli 11enni, i 12enni. Secondo te i minorenni da chi andranno per procurarsi la sostanza?‚

Loro che dicono?
Il mercato continuerà a essere in mano alla criminalità organizzata, che venderà sempre più ai ragazzini. Ipotizziamo che la marijuana legale sia venduta a 10 euro al grammo. I trafficanti abbasseranno il prezzo a 7,50 euro al grammo. L'adolescente andrà a comprare da loro‚.

A parte le obiezioni pratiche?
Aggiungo quelle etiche. Tu stai dando la possibilità a un 18enne di fare uso di una sostanza dannosa. Ti faccio presente che in America si legalizza dai 21 anni in su. Questo perchè diversi medici hanno spiegato che fino a quell'età il cervello è in evoluzione e i danni provocati sono potenzialmente più devastanti‚.

Altri punti della legge che non ti piacciono?
La possibilità di coltivare fino a cinque piante di marijuana in casa. Ci saranno famiglie di vedute diciamo più ampie che lo consentiranno al figlio ventenne. Ci saranno invece famiglie che lo vieteranno. Il ragazzo a cui verrà vietato andrà dall'amico che le può coltivare e venderà la droga per lui. Non voglio poi immaginare il caso delle molte famiglie indigenti che vorranno arrotondare lo stipendio coltivando e rivendendo droga. Poi, coltivare cinque piante ti sembra uso personale?‚

Preferisci uno Stato etico che stabilisce ciò che è bene o male per i cittadini?
Io sono stata cresciuta con l'idea che lo Stato sia una grande famiglia. In famiglia vorrei essere tutelata dal punto di vista della salute‚.

Anche le sigarette fanno male.
Infatti mi fa schifo uno Stato che rende legale il tabacco, lucrandoci con le tasse‚.

Come la mettiamo con l'alcol?
In questo caso sono più dubbiosa. Abbiamo una grande tradizione culturale, oltre che economica, legata al vino. Basta educare ed evitare abusi‚.

Il discorso vale anche per le canne. Sai quanti dicono me ne faccio una al giorno da anni e sto benissimo'?
Sbagliano. Alcuni ragazzi hanno ereditato geneticamente possibili disturbi della personalità. Ti parlo di potenziali border-line, bipolari, istrionici, schizofrenici. Questi ragazzi potrebbero non sviluppare mai queste malattie, mantenerle latenti. Fumando canne, alcuni di loro scatenano questo meccanismo. Io ne ho conosciuti tanti così‚.

Non accetti neppure l'argomento che la legalizzazione toglie soldi alla criminalità? Il procuratore Antimafia Roberti la pensa così.
Io cito un grande: Paolo Borsellino. Per lui era da profani pensare che legalizzando le droghe si sarebbe sconfitta la mafia‚.
In Colorado con i proventi della legalizzazione hanno sistemato le scuole.Quel progetto è anni luce lontano dal nostro‚.

Ti convince?
Come detto sono contro la legalizzazione, ma almeno accetto il loro approccio. Loro con il ricavato abbassano le tasse e reinvestono in scuole e prevenzione. Resto contraria ma li osservo con attenzione. Nella proposta di legge italiana solo il 5% dei proventi finirà alla prevenzione o alle forze dell'ordine. Il 95% dove va?‚

Dove?
Allo Stato, ma non torna a noi. Non viene specificato a cosa servirà. Come minimo avrebbero dovuto investire il 20% del ricavato nella sanità perchè se è vero che non si muore di marijuana, è anche vero che si sviluppano le patologie che ho descritto prima. Chi pagherà, qualche anno dopo la legalizzazione, l'innalzamento dei costi della sanità pubblica per curare i drogati? Noi. Io sono incazzata su questa cosa, perchè meno di un anno fa hanno proposto, per via della crisi, che i medicinali salvavita fossero a carico dei malati. Si parla di crisi nella sanità pubblica e nel contempo si propone una legge che va ad innalzare ulteriormente i costi?‚.

Giorgia, c'è il libero arbitrio, la libertà di farsi anche del male.
Infatti io sono contraria al proibizionismo, se è questo che vuoi dire. Soprattutto per gli adolescenti i divieti sono deleteri. Quando io entro in una scuola non giudico, non punto il dito. Voglio solo raccontare la mia esperienza e rendere i ragazzi consapevoli‚.

C'è una domanda che i ragazzi ti fanno più spesso?
Immancabilmente mi chiedono: Ma se non ti fosse successo quel che è successo, avresti continuato a farti?'‚

Cosa rispondi?
I primi anni rispondevo no, assolutamente, per i valori che mi ha trasmesso la famiglia'. Poi, nelle carceri, nelle comunità ho visto molti tossicodipendenti, e non sono diversi da me. Anche loro avevano alle spalle famiglie sane. Il problema è che di fronte alle droghe i valori li accantoni, non ragioni più. Allora, a distanza di anni mi piace pensare che avrei continuato‚.

Ti piace pensarlo?
Sì, mi piace pensare così. Perchè è vero che arranco fisicamente, ma con la testa ci sono. Forse quello che mi è successo è stato il meno peggio. Forse, se avessi continuato, sarebbe finita male. Ai ragazzi racconto sempre una storia‚.

Quale?
Quella di un amico che era con me la sera in cui ho preso la pasticca fatale. Nonostante ciò, lui ha continuato a farsi per altri dieci anni. E io pensavo: Allora è vero, ci sono corpi che reagiscono in un modo e corpi che reagiscono in un altro'‚.

Questo ragazzo penserà che sei stata solo sfigata.
Non lo può pensare perchè sei anni fa lo hanno trovato in mutande su un tetto che brandiva un coltello e urlava convinto che fossero venuti i poliziotti in elicottero a prenderlo. Da allora è in una casa di cura. E attenzione: il fegato è trapiantabile, il cervello no, voglio che questo concetto ai ragazzi sia chiaro. Tutti coloro che si drogano pagano il conto, prima o poi‚.

Altre domande ricorrenti dei giovani?
Mi chiedono se ce l'ho con lo spacciatore o con gli amici che mi hanno dato la pastiglia. In quel caso rimango basita‚.

Perchè?
Viviamo in una società che tende a de-responsabilizzare, a dare la colpa agli altri. Io ce l'ho con me stessa da sedici anni. Sono io che dovevo essere in grado di dire di no. Non è l'uomo nero che ti propone una sostanza, ma un amico. Non lo fa per cattiveria, ma perchè ti vuole coinvolgere in qualcosa che ai suoi occhi è figo'. Però noto una disinformazione di base che fa paura‚.

I ragazzi non sanno?
Alla fine di ogni incontro chiedo loro: Quanti di voi sapevano che anche solo con una singola assunzione si può morire di ecstasy?'. Al massimo il 5% alza la mano‚.

Tu incontri anche molti genitori?
Sì, e dico sempre che è importante ascoltare i figli‚.

Non lo facciamo?
Quasi mai. Ai figli a cena si chiede: Come è andata a scuola? Cosa hai mangiato? Tutto bene?'. Che razza di domande sono? I ragazzi rispondono a monosillabi perchè non si sentono importanti. Impressionate i vostri figli con domande alternative. Spiazzateli. Un ragazzo penserà: Cazzo, mio papà vuole davvero sapere cosa penso'. Create in loro autoefficacia e autostima‚.

Giorgia, un mese fa è successa un'altra tragedia in famiglia, tua sorella Carlotta è stata trovata impiccata vicino casa, in strada.
Non ne posso parlare molto, sai?‚.

Tu e tua mamma non credete al suicidio?
Carlotta non si sarebbe mai tolta la vita. Non siamo delle sprovvedute. Da due anni a questa parte ogni giorno dovevamo fare qualcosa per aiutarla, perchè c'era una persona che alzava le mani con lei. Cosa dovremmo pensare? Carlotta era felice, aveva un solo problema: il ragazzo che frequentava. Questo è un dato certo‚.