Come sapete scrivo per la rivista BenEssere, nel mensile di ottobre ho voluto affrontare la tematica della prevenzione nell’ambito delle sostanze stupefacenti e la sua efficacia…

“Ciao Giorgia! volevo spiegarti cos’ha significato per me l’incontro di prevenzione alle droghe con te nella mia scuola che feci tanti anni fa.
Ero piccola, andavo ancora alle elementari (ora sto per iniziare la quinta liceo).
Non ricordo tutto di quell’incontro…mi sentivo scossa, ma non negativamente, ricordo di aver voluto conoscerti mentre salivo gli scalini dell’auditorium del liceo di B…. e sentivo la canzone di Nek “la vita rimane la cosa più bella che ho” (canzone che tutt’ora ascolto spesso), e pensavo che è proprio vero.
Non mi sei venuta in mente quando ho fumato la prima canna con gli amici, e nemmeno la seconda o la terza; quando ho fatto la stupida, quando non ho pensato che godersi la vita non vuol dire far quello che fanno gli altri o sentirsi sballati.
Ma mi vieni in mente ora, quando penso alla persona che sono felice di essere, una persona a cui le droghe ora fanno paura, che fa il possibile perchè non siano un tabù ma tanto meno qualcosa da provare.
Lessi il tuo libro, forse in prima media, è ancora qui nella mia libreria, quello sì che lo ricordo bene.
Ti ringrazio perchè le tue parole mi sono rimaste nel cuore e anche tu.
Continua a fare quello che stai facendo, perchè vorrei che bambini come quella che ero io e ragazzi capissero che se vogliono trasgredire, basta non farsi! Trasgredire NON vuol dire far quello che fanno gli altri!
Un abbraccio forte e grazie ancora!”

La prevenzione gioca un ruolo essenziale nell’arginare il fenomeno della dipendenza da sostanze d’abuso. Pertanto è essenziale unire la prevenzione e la corretta informazione allo sviluppo delle life skills (abilità emotive, cognitive e relazionali di base), bisogna lavorare sui soggetti in crescita per ampliare le loro risorse personali, così che si abbiano dei ragazzi consapevoli, responsabili e capaci di gestire la propria vita e le diverse difficoltà che gli si porranno di fronte durante il lungo percorso di maturazione (come già dimostrato in altri paesi).
L’obiettivo dei programmi di prevenzione è quello di fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari per acquisire una maggiore auto-efficacia, autostima e fiducia in se stessi che sono tre punti fondamentali per una crescita sana ed equilibrata dell'adolescente stesso che intraprende il difficile cammino verso l'adultità. Un intervento precoce sui fattori di rischio spesso ha un impatto maggiore che non un intervento operato successivamente, arrivando a modificare il percorso di vita del ragazzo.
Da alcuni studi realizzati dalla A.S.L. di Milano risulta che, a 24 anni, sono più le persone che, almeno una volta in vita, hanno provato una sostanza illecita di quelle che non l'hanno mai provata.
Questo è un dato che dovrebbe farci riflettere, ma la cosa ancora più allarmante è che l’età in cui gli adolescenti vengono a contatto con le droghe è scesa drasticamente (il 20% tra i 12 e i 15 anni).
Occuparsi di droga in ambito scolastico è diventata quindi una necessità: non solo nella scuola superiore, ma bisognerebbe partire dalle ultime classi delle scuole elementari e nelle medie inferiori, perchè non è mai troppo presto per parlare di droga, a scuola, a casa e nei centri di aggregazione giovanile…prevenire significa arrivare prima, ed agire in maniera tale da rimuovere o almeno da ridurre il rischio che qualcosa accada… Ecco perchè è fondamentale affrontare l’argomento già dagli otto anni in su…certo, si affronterà l’argomento in modo consono all’età, affinchè i ragazzi una volta che si troveranno nella condizione di dover scegliere se consumare o meno qualsiasi sostanza, sapranno fare la scelta migliore perchè consapevoli ed informati in modo corretto.

Curiosità:

Secondo le stime, almeno un quarto della popolazione adulta nell’Unione Europea (ossia 80 milioni di adulti) ha consumato sostanze illecite nel corso della vita.
Nell’ultimo anno sono circa 800 i decessi per uso di cocaina sul territorio nazionale.
In Europa ogni anno muoiono circa 10/20.000 consumatori di oppiacei.
Si stima che 1,8 milioni di giovani di età compresa tra i 15/34 anni abbiano consumato ecstasy nell’ultimo anno con stime nazionali che arrivano al 3,1%. (Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze “Relazione Europea sulla droga 2015”)