Chi scrive questo post √® da un po’ che fa parte del Rotary Club. ¬†E non gli era mai successo, negli anni, di commuoversi durante una serata.
Mi ero ripromesso che non ne avrei scritto, perch√© non sono all’altezza di quanto ho ascoltato.
Però a volte succede che i pensieri ti si aggroviglino in testa, e che poi quei pensieri si confondano con le emozioni, e allora quello che devi fare è mettere ordine.

E per mettere ordine, scrivi.
Chiedo scusa a chi mi ha dato questo incarico se per una volta non farò il resoconto della serata, ma cercherò, per quanto possibile, di sciogliere quel groviglio.

Giorgia ha appena iniziato a parlare.
E’ una ragazza bellissima, ha dei capelli cos√¨ perfetti che fai fatica a metterli a fuoco. Ma non hai tempo di concentrarti sui capelli, perch√© ora ti sta guardando dritto negli occhi. Guarda tutti negli occhi.
Sta dicendo che quando aveva diciassette anni ha “fatto una cazzata”. Lo dice con il sorriso, ma anche con durezza, come se lo rimproverasse a s√© stessa.
Percepisci che è una ragazza forte, ma lei ti dice subito che non è così.
Non ti sta raccontando la storia, che hai sentito tante volte, di una che è caduta agli inferi e si è rialzata più forte e più felice di prima.
In questa storia non c’√® nessun lieto fine.
Quella “cazzata” Giorgia la porter√† con s√© per sempre.
Perché, dice, non potrà mai stare davvero bene, come stava prima di quel maledetto giorno di diciotto anni fa. Perché la vita che ha davanti, come quella di tutti coloro che hanno subito un trapianto, non sarà lunga, non quanto vorrebbe.
È a questo punto che mi si sono bagnati gli occhi.
Invece a Giorgia no.
Giorgia sorride, non smette mai di sorridere, e dice di essere stata fortunata.

Tu per√≤ lo sai come sono andate le cose: era in una discoteca quando ha preso quella mezza pasticca di ecstasy, che tanto l’avrebbe presa solo quella volta, e poi chi non ha mai provato? Era soltanto mezza pasticca, √® vero la droga fa male ma solo se ne fai un uso abituale, se ne diventi dipendente, se sei un tossico, mica se la prendi una volta sola. Che cosa potr√† mai succedere, per mezza pasticca?
E invece quella pasticca era tagliata male, il fegato √® andato in necrosi e lei ha rischiato di morire. L’hanno salvata per miracolo – √® stata la prima in Italia a sopravvivere ad una necrosi del fegato, la seconda al mondo – grazie ad un trapianto.
La sua vita, dopo, è stata difficile, con i farmaci da prendere, i ricoveri in ospedale, le limitazioni di un corpo ferito.
Ma questa è solo una parte della storia.

La parte fondamentale non riguarda quello che è successo.
Riguarda quello che Giorgia ha deciso di farne.
In fondo è così che funziona: si fanno cazzate, accadono cose che neppure immaginavi e che ti provocano una sofferenza che non puoi contenere, perdi una persona cara, ti ammali. Non lo puoi evitare.
Però puoi decidere cosa farne.
“Non √® importante come cadi, l’importante √® come ti rialzi”, dice.
Giorgia, di quella cazzata, ne ha fatto un capolavoro.
Da pi√π di dieci anni gira per le scuole di tutta Italia per raccontare la propria esperienza, per evitare che altri commettano lo stesso errore, ma soprattutto per aiutare i ragazzi e i loro genitori ad essere consapevoli. A non sottovalutare i rischi, che sono enormi.
Anche quando il pericolo è impercettibile, quando hai solo messo in bocca mezza pasticca di ecstasy.
Perché di cazzate, a volte, puoi anche morire.

Giorgia è stata fortunata perché ha avuto una seconda possibilità, che molti prima di lei, e molti dopo di lei, non hanno avuto.
La sua fortuna la deve ad Alessandra, la ragazza che le ha donato il fegato e che le ha salvato la vita, per la quale nutre una gratitudine che ha molto a che fare con l’amore. Parla di quella ragazza come se fosse ancora viva – e in qualche modo lo è, nel corpo di Giorgia – e fosse la sua migliore amica.
E vedere tanta riconoscenza in una ragazza che ha così tanto sofferto, e ancora soffre, non succede spesso.
Non succede quasi mai.

A un certo punto ha detto che gli eroi non sono quelli dei fumetti, che neppure esistono. Eroe è chi salva una vita, come Alessandra.
“Chi salva una vita salva il mondo intero”, ha aggiunto citando una frase di Schindler’s List.
Lei in questi anni, girando per le scuole, raccontando, spiegando, parlando con migliaia di ragazzi e genitori, di vite ne ha salvate a decine, probabilmente a centinaia.
E se chi salva una sola vita è un eroe, non esistono definizioni per la ragazza che stava di fronte a noi ieri sera, e ci guardava negli occhi.

Forse quella ragazza è davvero fortunata.
Perché avere una seconda possibilità, dopo aver rischiato di perdere la prima troppo presto, ti fa davvero apprezzare la vita, superare le difficoltà, gettare la maschera e tutte le altre cose inutili che ci portiamo appresso.
Per far sì che ogni giorno, ogni momento, sia perfetto.
Se mai ho visto una ragazza piena di vita, di voglia di vivere, così meravigliosamente consapevole da essere riuscita a trasformare le proprie vulnerabilità nella propria forza, quella è Giorgia.
E per questo, anche soltanto per questo, le sarò grato per sempre.

“Dal mio zaino di viaggio ideale vorrei scaricare tutti i pesi inutili, per tenere solo ci√≤ che ho di leggero, utile e importante, per lasciare tanto spazio alle cose nuove che sicuramente verranno.
Così dovrei fare anche con la mia vita.
Scelgo quindi di portare con me la prudenza, ma non le paure. L’apertura mentale, non il pregiudizio. L’entusiasmo, ma non le illusioni. Il coraggio, non l’incoscienza. Porto sicuramente i desideri, la passione e tutti i miei sogni, ma lascio i pesi del passato a casa. Le mie convinzioni, le mie idee e i miei progetti, non le aspettative altrui. Il silenzio, non il rumore. L’amore, non la diffidenza.
Se la vita √® un viaggio, allora √® decisamente meglio viaggiare leggeri” (Giorgia Benusiglio)